Rcs taglia i dorsi locali: sciopero al Corriere del Veneto e al Corriere di Verona

sabato, maggio 19, 2018
By refusi

corriere-veneto-logoIeri venerdì 18 maggio il gruppo Rcs ha presentato ai Cdr dei dorsi locali un piano di ristrutturazione che prevede tagli agli organici e che impatta pesantemente anche sui giornalisti precari e collaboratori: non saranno più rinnovati i contratti a termine (attualmente 9 fra le redazioni di Padova, Verona, Trento, Bolzano, Bologna e Firenze) e non ci saranno più le “sostituzioni” estive. Per questo oggi scioperano i giornalisti del Corriere del Veneto e di Verona, ma anche i colleghi degli altri dorsi locali. Qui, nel sito della FNSI, tutti i comunicati dei Cdr e la nota del sindacato nazionale. Da parte di Re:Fusi massima solidarietà ai colleghi dentro e fuori le redazioni. Di seguito il comunicato del Cdr del Corriere del Veneto e di Verona.

Il comunicato del Cdr del Corriere del Veneto e del Corriere di Verona 

I giornalisti del Corriere del Veneto e del Corriere di Verona, insieme ai colleghi di Trento, Bolzano e Firenze hanno deciso di proclamare un giorno di sciopero per la giornata di oggi, sabato 19 maggio, dopo aver appreso le linee guida del nuovo piano industriale che va a stravolgere completamente il sistema dei dorsi locali.

Ieri il presidente di Rcs edizioni locali, Giuseppe Ferrauto, il management e il direttore Alessandro Russello (che dall’1 giugno assumerà la direzione del Corriere di Trento, Bolzano e Bologna, oltre al Corriere del Veneto e di Verona), hanno illustrato ai Cdr riuniti i contenuti del piano, che si possono sintetizzare così: tutti i contratti a termine andranno a esaurimento e non saranno più rinnovati, con la conseguenza che l’organico complessivo dei dorsi locali, dapprima precarizzato con l’utilizzo di collaboratori assunti a termine, di fatto viene ridotto da 76 giornalisti a 67.

In questo contesto la redazione di Bolzano verrà declassata a ufficio di corrispondenza con tre soli giornalisti, quella di Verona verrà portata da sei a quattro, mentre Trento, Bologna e Firenze saranno ulteriormente ridimensionate. L’idea della direzione e dell’azienda è quella di accorpare i giornalisti considerati in eccesso in un unico desk centrale con sede a Padova che dovrà provvedere alla gestione di interi settori di tutto il gruppo dei dorsi (Veneto, Verona, Trento, Bolzano, Bologna). Oltre a ciò quattro colleghi – ancora da individuare – resteranno senza un ruolo preciso e avranno il compito di tamponare di volta in volta le esigenze di organico di tutte le redazioni coinvolte dal piano, anche muovendosi da una redazione all’altra.

Il piano industriale non è stato accompagnato da un’adeguata spiegazione del progetto editoriale. Ai giornalisti a cui è stata illustrata la bozza, appare impossibile – a fronte del nuovo organico ridotto – realizzare gli stessi prodotti editoriali fin qui confezionati. Anche volendo tralasciare un ragionamento sulla qualità dell’informazione, che non sembra interessare all’azienda, in termini strettamente numerici non si vede come sia possibile mantenere l’attuale modello informativo, che i lettori del Corriere nelle tre regioni interessate hanno mostrato in questi anni di apprezzare.

Per queste ragioni, l’assemblea dei giornalisti del Corriere del Veneto proclama un giorno di sciopero e affida al Cdr un ulteriore pacchetto con un secondo giorno di sciopero immediato (da farsi lunedì 21 maggio) se il direttore non chiarirà immediatamente le modalità operative e applicative del piano industriale e come si declinerà il relativo progetto editoriale.

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