Diffamazione, i rischi della nuova legge. Dibattito a Venezia il 2 dicembre

giovedì, novembre 28, 2013
By refusi

diffamazioneVENEZIA, 26 Novembre – Il carcere è stato finalmente eliminato, ma la diffamazione resta un reato e l’ammontare della pena pecuniaria prevista è stato aumentato in modo spropositato, tale da mettere a rischio la libertà di informazione. 
Sono numerosi i punti critici della nuova legge sulla diffamazione – già approvata dalla Camera e tra breve in discussione al Senato – di cui si discuterà nel corso del dibattito pubblico organizzato per Lunedì 2 Dicembre dalle ore 10 alle 13, nella sede dell’Ordine dei giornalisti del Veneto, in Calle Pezzana San Polo 2162 a Venezia. 


All’incontro, promosso dall’Ordine dei giornalisti del Veneto e dai consiglieri veneti che siedono nel Consiglio nazionale dell’Ordine, hanno già dato la propria adesione il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino e numerosi parlamentari veneti (in particolare quelli impegnati in Commissione Giustizia) ai quali saranno illustrate le preoccupazioni dei giornalisti, finalizzate a garantire il diritto dei cittadini a essere informati in maniera corretta, rigorosa e completa.

A fronte di multe che attualmente si aggirano attorno ai mille euro, la nuove legge prevede di introdurre pene pecuniarie per la diffamazione che vanno da 5mila fino a 60mila euro: la retribuzione di anni di lavoro di un freelance. Il risultato è facilmente prevedibile: si scriveranno sempre meno notizie scomode per evitare condanne pesantissime.
Lo stesso Relatore Speciale dell’Onu per la libertà di stampa, Frank La Rue, durante la sua missione in Italia ha invitato il Senato ad “ottemperare pienamente alla Risoluzione 1577/2007 dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa che raccomanda la completa depenalizzazione della diffamazione, allo scopo di proteggerla libertà di espressione”.

La nuova legge, oltre a mantenere il reato di diffamazione, non prevede adeguate garanzie per i giornalisti nel caso di querele temerarie (sempre più utilizzate per intimidire i giornalisti) e introduce l’obbligo di pubblicare le rettifiche senza la possibilità di alcun commento, il che metterà i mezzi di informazione nell’impossibilità di ribadire l’attendibilità e la correttezza delle notizie pubblicate.
All’incontro hanno assicurato la loro presenza sia il segretario regionale del Sindacato dei giornalisti del Veneto Massimo Zennaro, che il portavoce dell’Associazione Articolo 21 Giuseppe Giulietti.

Considerata l’importanza del tema trattato, i colleghi sono invitati a partecipare.

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