Ddl Lavoro Autonomo, le novità approvate dalla Commissione Lavoro al Senato

lunedì, agosto 1, 2016
By refusi

Partita_Iva-890x395_cIl Ddl Lavoro Autonomo è pronto per andare in aula, al Senato. Il disegno di legge, collegato alla Legge di Stabilità 2016, mira a introdurre misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale, sia ordinistico che non ordinistico, e a favorire lo “smart working” o “lavoro agile”. Il testo inizialmente proposto dal governo è stato emendato dal lavoro della Commissione lavoro del Senato, che lo ha approvato il 27 luglio 2016. Dopo la pausa estiva il testo andrà in aula.

Malattia, congedo parentale, certezza dei pagamenti: sono alcuni dei punti su cui la nuova legge andrà ad incidere, e potrebbe davvero essere la volta buona per un (primo, e ancora insufficiente) allargamento delle tutele, che sono un diritto sacrosanto di tutti, dalla sfera dei lavoratori dipendenti a quella dei lavoratori autonomi, che lavorano con contratti a collaborazione, Partita Iva e con altre modalità “intermittenti”. Ordinisti e non ordinisti, senza distinzioni, come è giusto che sia. Si tratta di un disegno di legge molto importante per tutto il movimento dei freelance e dei lavoratori autonomi, compresi i giornalisti.

Ddl Lavoro Autonomo, ecco che cosa prevede

Tra le misure previste:
• i pagamenti vanno onorati entro al massimo 60 giorni dalla fattura, e questo vale anche per i rapporti fra lavoratori autonomi e imprese, e fra lavoratori autonomi e pubbliche amministrazioni;
• nei contratti sono considerate abusive clausole che prevedano che il committente possa recedere dal contratto stesso senza un congruo preavviso;
• congedo parentale fino a un massimo di 6 mesi per i due genitori, se uno di loro è iscritto alla gestione separata previdenziale Inps;
• i periodi di malattia che comportano una inabilità lavorativa del 100% sono equiparati alla degenza ospedaliera (sempre per gli iscritti gestione separata Inps);
• la possibilità di costituire reti di professionisti, consorzi stabili professionali, associazioni temporanee professionali, al fine di partecipare a bandi e appalti privati, e questo a prescindere dal fatto che le professioni siano ordinistiche o non ordinistiche.

Le opportunità per i giornalisti

Come si vede, alcune misure non interessano in prima persona i giornalisti – che sono iscritti all’Inpgi, cassa previdenziale che ha proprie regole e misure di welfare come il congedo parentale, la malattia e la maternità, qui una nostra breve guida – mentre altre misure ci interessano in prima persona: per esempio l’opportunità di costituire reti di professionisti con diverse competenze per partecipare a bandi europei o regionali promette molto bene.

Qui potete leggere il testo di legge uscito dalla Commissione Lavoro, confrontato in pagina con il testo originario del Governo

Qui potete leggere l’analisi di Acta sui punti del Ddl Lavoro Autonomo modificati (tendenzialmente in meglio) dal lavoro della Commissione Lavoro

Qui un articolo del Messaggero che riassume i punti chiave del decreto

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