DDL Equo Compenso, noi giornalisti precari e freelance diciamo no ai tentativi di dilazionare i tempi di approvazione

lunedì, aprile 23, 2012
By refusi

Il viceministro Michel Martone ha annunciato che il governo proporrà emendamenti al ddl sull'equo compenso

APPELLO: EQUO COMPENSO, I PRECARI E FREELANCE CONTRO LA STRATEGIA DILATORIA DEL GOVERNO

Noi giornalisti e coordinamenti regionali dei precari riteniamo inutili e dannosi i tentativi di allungare i tempi di approvazione del disegno di legge sull’equo compenso giornalistico che, insieme alla Carta di Firenze, approvata recentemente, rappresenta una conquista di dignità e di civiltà per migliaia di colleghi che a causa di compensi indegni a fronte di un lavoro attento e scrupoloso ma non sempre agevole, non riescono ad avere né uno stipendio dignitoso né certezze previdenziali.

In virtù del lavoro svolto in questi mesi dai coordinamenti dei precari e dai colleghi vicini alla battaglia contro lo sfruttamento del lavoro precario nelle redazioni italiane, che hanno portato a due risultati storici nell’ambito deontologico e normativo, auspichiamo che ci sia un ripensamento da parte dei membri del Governo e della Commissione Lavoro e che il ddl sull’equo compenso possa essere rapidamente approvato con il testo uscito dalla Camera dei Deputati.

La legge sull’equo compenso giornalistico rappresenta infatti una fondamentale conquista per i precari, i freelance e gli autonomi che ormai contano la stragrande maggioranza dei colleghi che assicurano quotidianamente l’informazione in Italia attraverso quotidiani, agenzie di stampa, web e radio-tv: aver ottenuto, dopo un ampio confronto ed un dibattito che ha portato ad una posizione unitaria e bipartisan, un testo equilibrato che garantisca una stretta correlazione tra i finanziamenti pubblici all’editoria e la giusta retribuzione anche per quei giornalisti che, seppur esterni alle redazioni, ugualmente permettono ogni giorno l’uscita di migliaia di prodotti editoriali.

Dopo l’accordo trovato alla Camera dei Deputati, anche il presidente del Senato, Renato Schifani, riconoscendo l’importanza dell’approvazione del disegno di legge sull’equo compenso giornalistico, ha concesso al testo una corsia preferenziale, assegnandolo alla Commissione Lavoro in sede deliberante.

Da alcuni giorni a questa parte però quello che sembrava un percorso rapido ed agevole, ma soprattutto unanimemente accolto e apprezzato, ha iniziato a sollevare i primi dubbi, a partire dal vice ministro al Welfare Michael Martone, che ha auspicato la possibilità di effettuare maggiori approfondimenti sulla realtà nella quale il provvedimento di legge avrebbe inciso. Il presidente della Commissione Lavoro del Senato, Pasquale Giuliano, ha anche proposto l’ingresso nella commissione di valutazione che verrebbe istituita con la legge di un rappresentante degli editori, dopo che lo stesso presidente della Fieg, in prima lettura, aveva declinato questa possibilità.

Di fronte a questi atti che non esitiamo a definire dilatori, noi giornalisti e coordinamenti dei precari e freelance ricordiamo che il disegno di legge sull’equo compenso va considerato comunque uno strumento tampone, volto a proteggere lavoratori inopinatamente non regolarizzati, malgrado una subordinazione di fatto e che l’articolo 36 della Costituzione prescrive senza mezzi termini che “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

SottoPRESSione
Rete dei Coordinamenti Regionali dei precari dell’informazione

Aderiscono i seguenti coordinamenti regionali:

Cinqueuronetti (Abruzzo)

Coordinamento giornalisti precari della Campania

Free C.C.P. (Emilia Romagna)

Coordinamento Giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia

Errori di stampa (Roma)

Giornalisti precari fiorentini e toscani

Re:fusi (Veneto)

Altre adesioni sul blog di sottoPRESSione

Per aderire, scrivete a giornalistisottopressione@gmail.com

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