Sei mesi senza essere pagata, dal giornale del candidato sindaco di Milano

sabato, ottobre 15, 2011
By refusi

Stefania ci racconta la sua storia fatta di ritardi nei pagamenti, progressiva emarginazione dal lavoro dopo le lamentele per i mancati pagamenti stessi, e infine una bella mail in cui si sente dare del “tormento”.

“Ho 32 anni, da oltre 5 anni sono giornalista professionista. Ho lavorato per E Polis per 2 anni e mezzo con contratto a tempo indeterminato (giornale fallito. Devo ancora ricevere oltre 12mila euro tra arretrati, tfr e mancato prevviso, soldi che chissà quando vedrò e se vedrò). Prima ancora ho collaborato per vari editori tra cui Rcs. Ora, mentre sono in cassa integrazione, sto attivando nuove collaborazioni e sto facendo un documentario”.

In cerca di qualche collaborazione, Stefania si imbatte in un giornale distribuito negli aeroporti, Infly (www.infly.it): “Non certo una testata di punta del giornalismo italiano. Ho collaborato con Infly soltanto per guadagnare dei soldi, tanto che ho firmato la maggior parte dei pezzi sotto pseudonimo”. Un particolare da non trascurare: “Il direttore resposabile di questo giornale è Armando Siri, candidato sindaco di Milano alle scorse elezioni amministrative per il Partito Italia Nuova”.

Dopo un primo acconto parziale tre mesi dopo l’inizio della collaborazione, iniziano i primi problemi, i soldi non arrivano: “Quelli di Infly non mi pagano, nonostante gli accordi. Perchè uno lavora per essere pagato, da quel che mi risulta. Mi hanno dato un primo acconto di quanto mi dovevano a giugno e poi basta. Mi hanno fatto fare un pezzo a vuoto – cioè scritto e poi non voluto – e quando mi sono lamentata mi hanno ridotto la collaborazione fino a togliermi, dopo che ho chiesto di essere pagata, anche l’ultimo pezzo che avevo. Mi avrebbero dovuto pagare 150 euro a settembre, 150 a ottobre e 100 a novembre”.

“Per l’ultima volta vi chiedo di pagarmi quel che mi spetta” scrive Stefania nell’ennesima mail scritta il 13 ottobre. Finalmente arriva una risposta. Ma anziché scusarsi del ritardo e assicurare il saldo al più presto, quelli di Infly scaricano così la collaboratrice: “Buongiorno, Lei è davvero un tormento. E’ evidente che non è abituata a fare collaborazioni giornalistiche perchè i tempi ed i ritardi sono all’ordine del giorno. Cmq ci rincuora sapere che è durata come una pioggia primaverile la sua collaborazione con noi, in ogni caso entro la fine del mese vedrà liquidati i suoi compensi (con tra l’altro un anticipo sulla nota che scadrebbe a novembre ). Se vuole andare dall’avvocato o dal presidente della repubblica vada pure, questi sono i tempi. Grazie”.

Proprio un bell’esempio di quella “Italia Nuova” che il candidato sindaco Armando Siri propagandava con il suo partito alle ultime elezioni comunali milanesi della scorsa primavera.

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