Cuneo fiscale, lo sconto di 80 euro vale anche per i Co.co.co. Ecco come fare per averli

venerdì, maggio 9, 2014
By refusi

Cuneo-fiscale-300x200Lo sconto di 80 euro sul “cuneo fiscale” varato dal governo vale anche per i Co.co.co. Chi lavora con contratti di collaborazione coordinata e continuativa – e sono molti in ambito giornalistico, ma la misura vale per tutti – avrà diritto al riconoscimento del credito deciso nell’articolo 1 del decreto legge 66 del 24 aprile 2014.
Una circolare dell’Agenzia delle Entrate (la n. 8/E del 28 aprile, qui il testo in pdf) spiega come ci si deve comportare per l’adempimento di questo diritto.
Il decreto riconosce «un credito, che non concorre alla formazione del reddito» (cioè non ci si pagheranno sopra ulteriori tasse), pari a «640 euro per i possessori di reddito complessivo non superiore a 24.000 euro; in caso di superamento del predetto limite di 24.000 euro, il credito decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito complessivo pari a 26.000 euro». La misura non è invece valida per gli incapienti, cioè chi percepisce un reddito annuo inferiore agli 8 mila euro.
I 640 euro vengono suddivisi per le mensilità di lavoro che il contribuente ha fatto nell’arco dell’anno (partendo da maggio e arrivando a dicembre 2014 si hanno quindi 8 mesi, e dividendo i 640 euro per 8 si ottengono gli 80 euro).

Come fare per avere i soldi?
Un co.co.co. che abbia un reddito annuo (calcolato sulla dichiarazione dei redditi del 2013) superiore ad 8000 euro da un solo committente (che fa da sostituto d’imposta) non deve fare nulla: «Il decreto prevede che il credito sia riconosciuto automaticamente da parte dei sostituti d’imposta, senza attendere alcuna richiesta esplicita da parte dei beneficiari stessi – spiega la circolare dell’Agenzia delle Entrate -. Il credito spettante è attribuito dai sostituti d’imposta ripartendone il relativo ammontare sulle retribuzioni erogate a partire dal primo periodo di paga utile successivo alla data di entrata in vigore del decreto».
E’ bene comunque vigilare e assicurarsi che il sostituto d’imposta sia consapevole di questo obbligo.

E se ho più di un contratto co.co.co.?
Poniamo il caso che un precario abbia due o più contratti di collaborazione in essere, nessuno dei quali da solo superi gli 8000 euro annui di reddito. Qui deve essere il precario ad attivarsi, inviando al sostituto d’imposta (il committente principale) la documentazione relativa ai redditi che percepisce dagli altri datori di lavoro. Altrimenti il rischio è di essere considerati incapienti e quindi di non aver diritto agli 80 euro mensili. Come spiega la circolare: «I sostituti d’imposta devono effettuare le verifiche di spettanza del credito e del relativo importo in base al reddito previsionale e alle detrazioni riferiti alle somme e valori che il sostituto corrisponderà durante l’anno, nonché in base ai dati di cui i sostituti d’imposta entrano in possesso, ad esempio, per effetto di comunicazioni da parte del lavoratore, relative ai redditi rivenienti da altri rapporti di lavoro intercorsi nell’anno 2014».

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